CAPITOLO XI
Joel era venuto a conoscenza della partenza di Lilian e sentiva dentro di sé che presto lei e Joseph si sarebbero incontrati. Questo poteva essere un pericolo per Joseph ma al tempo stesso la spinta finale per una piena maturazione affettiva.
Non voleva forzare gli eventi rivelando a Joseph la notizia, dopotutto forse nulla sarebbe successo, ma al tempo stesso voleva metterlo in guardia, dargli un ultimo insegnamento. Si rendeva conto che per lui il tempo stringeva.
Prese la penna e cominciò a scrivere:
“Mio amato Joseph, stavolta tocca a me augurarti la pace.
Forse troverai strano quello che ti sto scrivendo, e forse ti chiederai come mai lo faccia. Non lo so bene neppure io. Forse è perché sto invecchiando e vedendo i miei pulcini abbandonare il nido comincio a temere per loro. Perdonami!
Ho riflettuto molto sull’ultima lettera che mi hai mandato. In essa tu mi avevi accennato al fatto che alcune volte avevi avuto il desiderio di una persona, una donna con cui condividere le tue lotte e le tue speranze. Finora non avevi mai avuto dubbi sulla tua vocazione, vero? E allora quando hai deciso di consacrarti che scelta hai fatto? Hai scelto tra il fare il prete e il fare il prete; cioè non hai scelto. Ora cominci a conoscere l’altra parte, anche se sei ancora ben lontano dal capire cosa essa sia esattamente. Sei fortunato, ora puoi scegliere di seguire Cristo sapendo che stai rinunciando a qualcosa d’altro che ami pure. La scelta è tua e Cristo non ti impone la sua soluzione. Forse mi chiederai, ma è mai possibile l’amore puro tra un uomo e una donna? Ebbene sì, è possibile, ma ti crocifigge. Ricordati solo una cosa: non importa quanto forte sia il tuo amore per una persona, quello per Dio deve sempre essere un passo più avanti. Così non fallirai mai”.
Qui Joel si fermò quasi dubitando delle sue stesse parole, poi prese la lettera e la stracciò. Quanto aveva ricevuto dal suo rapporto con Ananda, ma quanto vi aveva sofferto. La mente tornò là.
Ananda e Joel fecero del loro meglio per trovare forme alternative di incontro. Alcune volte si trovavano in casa di lei, nel parlatorio davanti al quale passavano le altre suore, altre volte in parrocchia e portavano sempre dei libri come copertura per i curiosi o i maligni, affinché pensassero che dovevano preparare degli incontri; altre volte Joel passava nel suo ufficio, tante volte si telefonavano; cercavano modi per poter parlare privatamente ma senza che nessuno potesse dire niente. Sapevano benissimo entrambi che il diavolo se non fosse riuscito a rovinare il loro rapporto tramite la passione, avrebbe tentato tramite la gelosia e il pettegolezzo degli altri. Però spesso non poterono rinunciare a degli incontri più riservati dove tornare a scambiarsi i dolci baci. Ananda diceva: “Vedi quanto bene ci vuole il Signore? Tramite te ho imparato delle cose che mai avrei sognato, ed oggi ancora Dio ci dà la possibilità di vederci”.
Joel era meno ottimista: “Sì ma quanto tempo durerà? Quanto passerà prima che qualcuno ci scopra? Prima che ricadiamo nello sbaglio dell’altra volta? Il nostro attaccamento, il bisogno di incontrarci è andato crescendo sempre più. E quando tutto questo dovrà finire che faremo? Saremo capaci di rimanerne senza?”.
Lei rispondeva serena: “Questo incontro è dono del Signore. Quando saremo mandati da altre parti vivremo là con lo stesso atteggiamento di abbandono in Lui. Il Signore ha dato, il Signore ha tolto, sia benedetto il suo nome”.
Un giorno un’amica di Joel venne in visita da Lucerna. Durante la sua permanenza si confidò circa la crisi che stava vivendo. Essa era sposata; il suo matrimonio non era felice e lei si era innamorata di un altro. Non voleva assolutamente perdere l’amico, ma data la posizione che rendeva impossibile un nuovo matrimonio, i due avevano iniziato una relazione segreta. Joel fece di tutto per farle capire che quello che sosteneva la loro relazione, era solo la passione, ma non era ancora vero amore perché non teneva presente la situazione dell’altro. Lei era sposata e con famiglia e lui era credente e avrebbe desiderato un matrimonio in regola. La cosa era difficile da far capire alla ragazza accecata dal desiderio. Come ultima arma, Joel svelò all’amica l’esperienza che ebbe in Thailandia.
Quando Joel narrò ad Ananda la situazione e il dialogo che aveva avuto con Lorenne, lei si infuriò: “Non ti rendi conto dello sbaglio che hai fatto? Lei è venuta da te perché sapeva di trovare un sacerdote capace di consigliarla e tu ti sei svenduto. Voleva dei consigli e tu gli hai fatto capire che sei peggio di lei. Ai suoi occhi tu non sei più un sacerdote capace di aiutarla ma un povero compagno di viaggio. Cosa pensavi di ottenere? Forse di farti compatire, di staccarla da Alfred attirandola a te? Mi spiace, Joel, hai sbagliato tutto”.
Il sacerdote rimase ferito da quella reazione inaspettata. Lui non aveva cercato la compassione di alcuno, ma non voleva vendere ricette prefabbricate. La cosa che più odiava nel suo ministero era che la gente continuasse a vedere in lui il prete e dimenticasse l’uomo. Era un farmacista dello spirito, un supereroe tutto dono e niente debolezze. Non aveva mai accettato questa parte. Non gli interessava cosa gli altri pensassero di lui, gli bastava che capissero che lui li accompagnava nel cammino. Rispose con voce sommessa: “Conosco Lorenne da tanti anni, le sono molto affezionato e voglio che lei sappia di avere un amico su cui contare, non un dizionario di ricette magiche da consultare. Io non sono uno psicologo che può aiutarla a scoprire dove stanno gli sbagli o un santone che con una magia glieli lavi via, ma uno che può dirle che se vuole può sempre rialzarsi dopo ogni errore, purché creda in se stessa e in dove vuole arrivare, e io sarò là al suo fianco”.
Ananda era turbata e non riusciva ad accettare che il suo uomo si fosse abbassato così. Forse lo considerava troppo suo? O forse lo voleva troppo perfetto? Soggiunse: “E se servisse, tu gli racconteresti anche di noi?”.
“No amore”, replicò il sacerdote, “ho parlato di Jessy senza farne il nome perché si tratta di una storia finita da tempo, in un paese lontano, di una persona che non conoscerà mai, neppure se si recasse là, e soprattutto l’ho raccontato a Lorenne perché so che può capire. A nessun altro lo racconterei. Non metterei mai a rischio la tua posizione e neppure la mia”.
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